VIDEO LITE Le funzioni di YouTube Premium senza i Fr 17.90/m
YouTube Premium costa 17.90 franchi al mese in Svizzera. L'app iPhone che ne copre le funzioni principali gratis, con tre limiti da conoscere prima.

In Svizzera l'abbonamento singolo a YouTube Premium costa 17.90 franchi al mese, quello famiglia 33.90. Fanno rispettivamente 215 e 407 franchi all'anno. Chi lo ha sottoscritto tramite Apple paga ancora di più, perché anche Apple trattiene la sua parte. Sono cifre che nel nostro Cantone fanno storcere il naso a molti, soprattutto a chi usa YouTube per ascoltare musica in sottofondo mentre fa altro.
Su iPhone esiste un'applicazione gratuita che copre buona parte di quelle funzioni. Si chiama Video Lite e sull'App Store svizzero ha oltre 6400 valutazioni con una media di 4.8 stelle. L'ultimo aggiornamento risale a ieri, il che dice parecchio su quanto il progetto sia seguito.
Nella pratica funziona come un browser dedicato ai video. Si scarica, si apre, e si accede ai contenuti di YouTube, Twitch, TikTok e Rumble senza inserire alcun account. Da lì si ottengono le tre cose per cui la maggior parte delle persone paga l'abbonamento: i video senza le interruzioni pubblicitarie, la riproduzione in sottofondo con lo schermo spento e la finestra piccola che resta sopra le altre applicazioni. Ci sono anche il timer di spegnimento per chi si addormenta con un documentario e la trasmissione verso un televisore compatibile.
Prima di correre a scaricarla, tre cose vanno dette con onestà.
La prima è che senza account non avete il vostro account. Niente iscrizioni ai canali che seguite, niente cronologia, niente playlist salvate, niente commenti. Si riparte da zero e si cerca ogni volta a mano. Per chi ascolta due o tre canali fissi è irrilevante, per chi ne segue quaranta è un problema serio.
La seconda è che l'applicazione è gratuita ma mostra pubblicità propria all'interno dell'app, non dentro i video. Chi la usa ogni giorno può toglierla con un acquisto di 99 centesimi al mese oppure 1.99 per tre mesi. Restano cifre lontanissime dai 17.90 franchi, e questo spiega il successo dell'app.
Approfitto per un promemoria che vale ben oltre questa applicazione. Ogni acquisto fatto dentro un'app finisce nell'elenco degli abbonamenti dell'iPhone, e lì restano attivi anche quelli dimenticati anni fa. Si controllano in trenta secondi: Impostazioni, il proprio nome in cima, poi Abbonamenti. Fatelo stasera, perché nove volte su dieci si trova qualcosa che si continua a pagare senza usarlo.
La terza è la più importante e riguarda l'affidabilità. YouTube cambia continuamente il funzionamento della propria piattaforma, e ogni cambiamento rompe qualcosa in queste applicazioni. Le recensioni lo raccontano bene: funzioni che sparivano, il riavvolgimento senza audio, il lettore avanzato mai più tornato. Vengono sistemate, ma chi cerca uno strumento che funzioni sempre allo stesso modo deve saperlo in anticipo. Va aggiunto che l'app è classificata per un pubblico maggiorenne, perché consente l'accesso libero al web, quindi non è la scelta giusta da mettere sul telefono di un ragazzino.
Resta una domanda che merita una risposta sincera, e non tecnica. Chi salta la pubblicità toglie il guadagno a chi produce i video. Se seguite tre o quattro canali svizzeri o ticinesi con costanza, quelle persone vivono anche delle inserzioni che voi state evitando. L'abbonamento ufficiale, oltre a togliere la pubblicità, gira una parte dei soldi a chi guardate davvero. È un ragionamento che vale la pena fare una volta, con calma, prima di decidere.
Il mio consiglio pratico è di provare l'applicazione per il caso d'uso in cui la differenza si sente subito, cioè ascoltare una conferenza o della musica con lo schermo spento mentre camminate o guidate, una cosa che l'app ufficiale gratuita continua a impedire. Se dopo un mese la usate tutti i giorni, avete due strade oneste davanti: pagare i 99 centesimi allo sviluppatore, oppure passare all'abbonamento ufficiale e riprendervi il vostro account, i download offline e la coscienza pulita.
Su Android il discorso cambia, perché applicazioni di questo tipo non vengono ammesse sul Play Store e vanno installate fuori dai canali ufficiali. Lì il consiglio è di lasciar perdere. Installare programmi da fonti esterne su un telefono che contiene TWINT, l'e-banking e la posta elettronica è un rischio che non vale una pubblicità saltata.